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Dpcm: stagione calcistica finita. L'Eccellenza aspetta e spera

Il nuovo Dpcm, firmato ieri sera, non lascia molto spazio d’azione alle attività sportive. La curva dei contagi che risale, anche a causa delle pericolose varianti, impone molta prudenza

Salvatore Pintaudi
03.03.2021 10:15

Come era prevedibile, in considerazione della curva dei contagi che tende a risalire, causa anche le varianti del covid-19, il nuovo Dpcm non lascia molto spazio d’azione alle attività sportive. Ovvero: per lo sport dilettantistico, in questa stagione (2020-21), ci sarà ben poco da fare. Per il calcio dilettantistico, dalla promozione in giù, si possono quindi riporre nello sgabuzzino borsoni e scarpette. Se ne riparlerà a settembre 2021 (forse!).

Riguardo al campionato di Eccellenza, per il quale è stato chiesto l’interesse nazionale, venerdì 5 si esprimerà il consiglio federale della Figc, ma stando ai rumors, la decisione non sembra per nulla scontata.

Come più volte scritto, la difficoltà di applicazione di un protocollo simile alla D, la responsabilità penale di civile di presidenti e medici sociali e la gestione di eventuali casi di positività, grava non poco sulla ripartenza di questo torneo. Molti presidenti che si erano espressi favorevolmente, hanno fatto in queste ultime settimane marcia indietro. Un dato è certo: anche autorizzando la ripresa, per permettere la disputa del solo girone di andata, prima dell’11 aprile non si potrà tornare a dare calci ad un pallone.   

Di seguito la parte del DPCM firmato dal presidente Mario Draghi ieri sera (02.marzo), riguardante le attività sportive:
(Attività motoria e attività sportiva)

1. È consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti.

2. Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali. Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all'aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento interpersonale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l'uso di spogliatoi interni a detti circoli; sono altresì consentite le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche; sono consentite le attività dei centri di riabilitazione, nonché quelle dei centri di addestramento e delle strutture dedicate esclusivamente al mantenimento dell'efficienza operativa in uso al Comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

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